Ecco i consigli che emergono dal report di Legambiente per incrementare la sicurezza stradale nelle città

Del rapporto di Legambiente dal titolo “La sicurezza stradale nelle città” si è già parlato in un precedente articolo. Tuttavia, vista l’importanza della tematica, riteniamo necessario approfondire in questa sede le validissime considerazioni che emergono da una lettura più approfondita del report. Si tratta, infatti, di un argomento molto delicato che sta particolarmente a cuore alla nostra azienda di Roma, “Sicurezza e Ambiente”.

Da molto anni, appunto, la nostra società tutela l’ambiente e la salute dei cittadini; sia recuperando e smaltendo i rifiuti abbandonati al suolo a seguito di incidenti, sia sensibilizzando gli automobilisti sull’importanza delle norme da seguire attraverso campagne social di notevole successo. Nel corso della nostra lunga esperienza ci siamo trovati a dover agire tempestivamente sul luogo del sinistro; nelle più disparate condizioni meteorologiche e di visibilità. Ecco perché riteniamo fondamentale continuare ad essere in prima linea sul tema della sicurezza stradale.

Quali sono dunque i punti chiave che emergono dalla lettura del resoconto di Legambiente? Scopriamoli insieme!

Zona 30: chi va piano, va sano e va lontano

Una Zona 30 è un’area della rete stradale urbana dove il limite di velocità è di 30 chilometri orari; invece dei consueti 50 previsti dal codice stradale in ambito urbano. La minore velocità consentita permette di contenere i rischi di incidenti; riducendo il rischio di conseguenze più gravi e quindi permettendo una migliore convivenza tra furgoni, auto, biciclette e pedoni.

L’11 settembre 2020, il Senato ha approvato il testo della legge di conversione del decreto “semplificazione”; dove ci sono parecchie novità che riguardano il Codice della Strada. La riforma prevede anche l’introduzione della “strada urbana ciclabile” ad unica carreggiata con banchine pavimentate e marciapiedi; limite di velocità non superiore a 30 km/h; apposita segnaletica verticale ed orizzontale, con priorità per le biciclette.

I vantaggi della Zona 30 sono molteplici e riguardano vari aspetti: sicurezza stradale; costi sociali; favore alla mobilità attiva e a quella a zero emissioni dei trasporti pubblici o condivisi (sharing mobility); la riduzione del rumore e la qualità della vita urbana.

L’importanza di ripartire dalle scuole

Zone a rischio di incidenti sono gli accessi alle scuole; specie lungo le strade trafficate negli orari in cui le auto manovrano per accompagnare i bambini a scuola. Spesso e senza volerlo, di conseguenza, i minori si trovano coinvolti in situazioni potenzialmente pericolose.

Sempre in occasione della mini-riforma del Codice della Strada introdotta con il “decreto semplificazioni”, vengono previste le “zone scolastiche”. Si tratta di apposite zone video-sorvegliate sorte attorno agli edifici scolastici o agli accessi dei percorsi prevalentemente seguiti dagli studenti.

Queste aree devono essere riconoscibili con adeguata segnaletica di inizio e di fine. Qui viene limitata o esclusa la circolazione, la sosta o la fermata di tutte o di alcune categorie di veicoli; in orari e con modalità definiti con ordinanza del sindaco. Ovviamente i divieti di circolazione, di sosta o di fermata non si applicano agli scuolabus; agli autobus destinati al trasporto degli alunni; nonché ai titolari di contrassegno per disabili.

Si tratta di un provvedimento importantissimo che non possiamo fare a meno di evidenziare. Noi di “Sicurezza e Ambiente” siamo felici che finalmente sia stato introdotto un altro tassello fondamentale nella tutela dei minori. Perché la sicurezza dei nostri bambini e delle nostre bambine deve essere sempre la priorità assoluta.

Bike lane: le nuove frontiere della sicurezza stradale

Accanto alle piste ciclabili, ogni città che non l’abbia già fatto, deve provvedere a realizzare un vero e proprio piano di ciclabilità. In attuazione della Legge 2/2018, il Ministero dei Trasporti ha appena varato le Linee guida cittadine per la redazione dei Biciplan. Ma intanto, come consentito dalle leggi varate nel corso dell’emergenza Covid-19, i Comuni hanno cominciato a dotarsi di nuove Bike Lane, o corsie ciclabili. Lo scopo è quello di alleggerire l’utilizzo dei mezzi pubblici senza però obbligare ad usare l’auto anche durante la pandemia.

Si tratta, appunto, di corsie ciclabili che incentivano non soltanto la crescita del comparto ciclistico; ma anche un tipo di mobilità urbana più sostenibile. La forte accelerazione sul fronte della ciclabilità deve anzitutto sviluppare una rete ciclabile estesa, connessa e integrata con le altre modalità di trasporto; come nell’esempio della bicipolitana di Pesaro che non a caso si sta diffondendo in città come Bologna e Milano.

Inoltre, l’inserimento delle corsie ciclabili pone anche con evidenza il tema della condivisione dello spazio pubblico; poiché è prevista la promiscuità con brevi tratti e la condivisione della sede stradale anche in ambito extra urbano. Proprio in virtù di ciò, il ridisegno dello spazio stradale e pubblico sta consentendo, attraverso interventi di urbanistica tattica, di adattare lo spazio metropolitano ad una maggiore dimensione di sicurezza e accessibilità.

Insomma, il miglioramento dello spazio urbano e la sua fruizione pubblica vanno di pari passo con l’avvio delle opere infrastrutturali per il ridisegno stradale; la diffusione delle aree pedonalizzate; la disciplina generale dei 30 km/h; la cura di spazi e passaggi pedonali. Provvedimenti certamente di fondamentale importanza per tutelare gli utenti della strada, con particolare attenzione alla sicurezza delle fasce della popolazione maggiormente a rischio.

Noi di “Sicurezza e Ambiente” riteniamo dunque di vitale importanza queste misure varate dal Governo. Norme necessarie a sensibilizzare i cittadini alle tematiche della sicurezza stradale; della mobilità sostenibile e della salvaguardia ambientale.

 

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