“Per Sicurezza e Ambiente il 2020 è stato l’anno della svolta. Ma il meglio deve ancora venire e il futuro è Green”. Così parla Giovanni Scognamiglio, COO di Sicurezza e Ambiente.

Il 2020 sarà ricordato come l’anno della Pandemia da Covid-19. Un anno ricco di eventi contrastanti; in cui anche Sicurezza e Ambiente, società leader per il ripristino della sicurezza stradale e delle condizioni ambientali dopo incidenti d’auto, ha vissuto un cambiamento significativo.

Ad ottobre infatti VAM Investments e Adon Capital hanno acquistato l’azienda romana; scommettendo così su un’azienda sana e innovativa che per prima in Italia ha introdotto un servizio tanto importante per la cittadinanza e per l’ambiente.

Giovanni Scognamiglio, di Sicurezza e Ambiente, ha guidato l’impresa negli ultimi anni e continua a farlo nel ruolo di COO accanto al neo presidente Carlo Di Biagio. Con lui abbiamo fatto il punto sul momento di trasformazione vissuto dalla società e soprattutto sui prossimi obiettivi.

– Perché un fondo ha deciso di investire su Sicurezza e Ambiente?

L’interessamento del fondo inglese risale a due anni fa quando un nostro advisor milanese venne contattato dal loro responsabile per l’Italia. Erano incuriosito dal nostro business model. Siamo la prima società in Italia ad aver introdotto il servizio di ripristino stradale post incidente. Nel nostro Paese avvengono più di due milioni di sinistri ogni anno; e noi come Sicurezza e Ambiente copriamo circa il 35% del territorio nazionale in virtù di duemila concessioni. Dopo i primi contatti c’è stata una due diligence; in cui alcuni dei più importanti studi italiani e internazionali del settore M&A (Fusioni & Acquisizioni) hanno analizzato ogni aspetto della società. Al termine del processo siamo arrivati al cambio di maggioranza

– Quali sono gli ambiti su cui la nuova dirigenza ha deciso di puntare per il futuro?

L’obiettivo è crescere nell’attenzione all’ambiente e valorizzare questo aspetto dei nostri interventi. La tutela ambientale è tra le nostre priorità, basti pensare al nome della società. Ci stiamo impegnando per migliorare sia le procedure a presidio dell’ecosistema; che per rinnovare i profili “green” collegati all’attività di pulizia delle strade. Questo aspetto si è materializzato di recente attraverso il finanziamento di uno studio di nuove strumentazioni e prodotti che permettano la bonifica stradale rispettando la matrice ambientale. L’altro aspetto su cui la nuova maggioranza ha chiesto un cambio passo è la formazione di dipendenti, degli ispettori di rete dislocati sul territorio e soprattutto dei CLO, i centri operativi che svolgono gli interventi in maniera capillare in tutta la penisola.

– Perché è tanto importante l’aspetto ambientale in un ripristino stradale?

Proviamo a pensare solamente ai liquidi che per effetto dell’impatto veicolare vengono dispersi sulla strada a partire da olio e carburante. Il nostro intervento per contenere imbrattamenti di una certa estensione mira a limitare l’area degli sversamenti per aspirare e detergere la strada e impedire che i liquidi permeino il sottosuolo andando nelle falde acquifere; ma dobbiamo farlo controbilanciando questa operazione con l’utilizzo di prodotti disgregatori molecolari ecologici che non compromettano la composizione e l’integrità degli asfalti sui quali sono rovinate queste sostanze.

– Esistono criticità ulteriori legate alle basse temperature?

Certo, le temperature sotto lo zero complicano tutto e rendono l’intervento più delicato perché la bassa temperatura altera lo stato dei liquidi. Quando le temperature sono sotto lo zero, utilizziamo la tecnologia del Genius Plus Super, l’idro-pulitrice brevettata da Sicurezza e Ambiente; in grado di detergere, con lo spruzzo di acqua bollente ad altissima velocità, i prodotti disgreganti utilizzati ed evitare la formazione del ghiaccio.

– A che punto è l’Italia per quanto riguarda il ripristino stradale?

Purtroppo sono tantissime le strade che non beneficiano di questo servizio, utilizzando nella migliore delle ipotesi risorse in house in capo ai gestori che non hanno la capacità di fare questo tipo di intervento. C’è un danno in termini di efficacia, cioè tempi e gestione del servizio; sia di risultato finale, dunque di sicurezza ambientale e stradale.

– Qual è l’obiettivo di Sicurezza e Ambiente nei prossimi tre anni?

Oltre ovviamente a cercare di ampliare il numero di strade in cui portare il nostro servizio, il nostro grande obiettivo è diventare una società totalmente green. Per farlo vogliamo lavorare su tre filoni: incentivare il rinnovo del parco veicolare; sensibilizzare gli utenti della strada all’importanza della salvaguardia dell’ecosistema ambientale, oltre che al tema della sicurezza; utilizzare le nuove tecnologie, sia per quanto riguarda gli interventi che per il tracciamento dei dati, in particolare i più impattanti in termini di tutela ambientale.

 

Fonte Immagine: Redazione Sicurezza e Ambiente