Giovanni Scognamiglio, Direttore Operativo di Sicurezza e Ambiente, analizza il modello per la sicurezza stradale dell’azienda facendo una riflessione sulla situazione post covid e sui prossimi obiettivi.

Sicurezza e Ambiente ha un osservatorio privilegiato su quanto succede nelle strade intervenendo quotidianamente sul campo dopo gli incidenti. Per questo motivo abbiamo deciso di fare un punto con Giovanni Scognamiglio per raccontare il nostro modello per la sicurezza stradale. Rendere le strade più sicure e migliorare la qualità degli interventi sono solo alcuni degli obiettivi su cui proviamo a migliorarci tutti i giorni.

Nel 2020 l’Istat registra un crollo record di incidenti sulle strade italiane. Quanto ha influito il lockdown?  

Il lockdown ovviamente ha influito moltissimo nel calo degli incidenti stradali perché si sono ridotti i volumi di traffico. In condizioni “normali” facevamo ogni giorno un centinaio di interventi, durante il lockdown dello scorso anno la media si è ridotta a poco più di trenta. Però dobbiamo ricordarci che questo non significa che da un giorno all’altro le strade siano diventate più sicure. Continuiamo a pensare che educare gli utenti ad una guida sicura e prudente sia fondamentale per diminuire in maniera sistematica gli incidenti stradali.

Quanto importante è per Sicurezza e Ambiente informare e sensibilizzare gli utenti ad una guida consapevole e sicura?

Per la nostra azienda sensibilizzare e informare sui temi di sicurezza stradale è un obiettivo di primaria importanza. Il target naturale sono gli enti gestori delle strade per condividere l’importanza del corretto ripristino e della bonifica post incidente. Siamo convinti ogni giorno di più, in linea con gli obiettivi di sostenibilità dell’azienda, che la nostra esperienza quotidiana debba diventare patrimonio di tutti coloro che salgono su un veicolo anche per fare prevenzione. Ognuno di noi con le proprie azioni, seppur piccole, può avere un ruolo decisivo per rendere le strade un luogo più sicuro.

Recentemente abbiamo creato una campagna di sensibilizzazione sui nostri canali social dedicata a tutti i fruitori delle strade con inviti a rispettare il codice stradale. Anche condividere alcuni nostri interventi, ovviamente con il massimo rispetto per la privacy e con una sensibilità sulla gravità del sinistro, serve da monito. Oggi purtroppo gli sforzi prioritari sono sulla lotta al virus, la prevenzione rischia di venire in secondo piano in tanti ambiti. Come per la salute, quando si parla di strade prevenire è meglio che curare. Non possiamo inoltre dimenticare il difficile momento che vivono le scuole, luogo che deve tornare a rappresentare un primo pilastro nell’approccio all’educazione stradale. 

 

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Che protocollo seguite per tutelare i vostri operatori che si occupano di ripristino stradale? Come riuscite a garantire che il ripristino venga fatto in completa sicurezza?

Questo aspetto è molto importante perché l’omogeneità e l’alto grado di formazione dietro gli interventi sono tra i punti di forza del nostro modello per la sicurezza stradale. A tutte le strutture che si affidano a Sicurezza e Ambiente vengono garantiti due giorni formativi sugli aspetti legali/contrattualistici e logistici.

Il nostro protocollo prevede che sul posto si rechino due operatori per ogni intervento, un numero necessario per garantire la qualità del lavoro e per tutelare chi interviene. Gli operatori devono indossare la tuta ed essere provvisti di segnaletica, utile ad avvisare i veicoli in transito che sul posto sono in corso le operazioni di ripristino. Ovviamente poi c’è l’aspetto più proprio dell’intervento che nel nostro caso avviene con tecnologie brevettate particolarmente rispettose dell’ambiente. Rimuovere un olio esausto nella maniera sbagliata può provocare danni ambientali seri e portare all’indebolimento dell’asfalto con conseguente rischio di buche. Il fatto di avere una rete capillare e lavorare su volumi importanti ci porta ad elevare costantemente i nostri standard. 

Siamo in un tempo in cui c’è grande attenzione per trovare un equilibrio tra la soddisfazione dei bisogni delle generazioni presenti e quelle future. In che modo Sicurezza e Ambiente gioca la sua partita in questa sfida?

Come diceva Barbara Degani nella precedente intervista la sostenibilità ci sta a cuore, stiamo facendo dei grossi investimenti in innovazione per permettere che i nostri interventi possano avere un impatto via via minore sull’ambiente. La continua evoluzione del settore automotive richiede delle competenze molto specifiche per smaltire i rifiuti in maniera efficiente. Stare al passo e investire in innovazione sostenibile è sicuramente una sfida impegnativa ma molto stimolante che ci permette, giorno dopo giorno, di creare valore per le prossime generazioni. Tutte questi fattori riescono a rendere il nostro modello per la sicurezza stradale una case history di successo.

 

Fonte immagine: Redazione Sicurezza e Ambiente